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"Come filosofo del tutto non professionale posso permettermi qualsiasi vagabondaggio nello spazio del pensiero, come cittadino di Gerusatene soltanto in parte sono obbligato al rigore."
Guido Ceronetti, "La lanterna del filosofo"



In rosso l'area del progetto intorno al rio Mataquito.
In rosso l'area del progetto intorno al rio Mataquito.



In particolare i comuni di Curepto e di Hualane.
In particolare i comuni di Curepto e di Hualane.


(...) La struttura produttiva familiare delle località di Hualañe e Curepto si basa su un’agricoltura tradizionale, dedicata soprattutto alla coltivazione di mais, frumento, leguminose (ceci, lenticchie, fagioli), orticole (insalata, pomodori, cetrioli, cavolfiori,cappuccio, broccolo), alberi da frutto (avocado, noce, albicocco, pesco, limone, arancio, pompelmo, olivo, vite), canna da zucchero, acacie, eucalipto e piante foraggiere.
I contadini della zona producono prevalentemente per l’autoconsumo. I rendimenti della produzione sono bassi per le condizioni del suolo, la scarsità d’acqua e per le condizioni climatiche. La superficie del suolo destinata alla coltivazione orticola è limitata come pure la superficie del bosco destinata ai frutteti.
La difficile condizione di autoproduzione e di gestione sostenibile del patrimonio delle famiglie rurali è strettamente relazionata con l’alto degrado e lo sfruttamento poco razionale delle risorse naturali (suolo, acqua, vegetali), risultato della gestione delle generazioni precedenti che si riflette su quelle attuali influendo sulla loro sopravvivenza.
Le famiglie rurali, accanto alle attività agricole, curano l’allevamento di animali, in particolare ovini e lavorano la lana sia per uso familiare che per la vendita. Ma la carenza di acqua e di foraggio per l’alimentazione incidono in modo negativo su questa attività.
Dal punto di vista agro-ecologico, la zona del progetto è caratterizzata da forti pendenze con problemi di erosione che provocano il trascinamento della cappa fertile del suolo con conseguente impoverimento del terreno. Questo fenomeno unito alla bassa resa delle coltivazioni costringe i contadini a offrirsi come manodopera per lavori temporanei (braccianti agricoli e forestali) anche fuori della zona di residenza.
Lo sfruttamento poco razionale delle risorse naturali, dovuto anche alle scarse conoscenze, ha portato all’utilizzo di pratiche che impoveriscono il suolo quali:
- il taglio del bosco nativo sulle pendici delle montagne per la produzione di legna e carbone; taglio e incendio del bosco delle colline circostanti per l’utilizzo dei terreni per la coltivazione di cereali (grano, ceci, lenticchie);
- l’aratura del suolo nella direzione della pendenza che aumenta lo scorrimento dell’acqua, lascia senza protezione il terreno e produce erosione;
- l’integrazione nel suolo di fertilizzanti e pesticidi chimici (per intensificare la produzione) che ha comportato la perdita dell’attività biologica e le caratteristiche proprie di elemento vitale;
- il sovra-sfruttamento del bosco nativo; l’alto deterioramento del suolo e le basse precipitazioni negli ultimi anni hanno provocato un calo delle fonti d’acqua (sorgenti e corsi d’acqua), aggravando la situazione economica e produttiva delle famiglie;
- l’abbandono delle colture tradizionali a favore di coltivi più “redditizi” per accedere al mercato (che ha provocato una produzione monocolturale) ha ridotto la biodiversità e la sicurezza alimentare;
Questa situazione, unita a fattori sociali e culturali, ha la tendenza ad aggravarsi, soprattutto per l’isolamento delle comunità. Le famiglie che storicamente si sono alimentate dei propri prodotti (autosussistenza) non sono in grado di concorrere con le regole del mercato imposte dalla globalizzazione, o dalle politiche e programmi dello Stato, che lasciano al margine i piccoli agricoltori del territorio arido, considerati non idonei. Se questa situazione non viene affrontata le famiglie continueranno in un processo di crescente impoverimento, con l’aggravante della migrazione giovanile e l’abbandono delle terre, lasciando sempre più spazio alle grandi imprese forestali
Le potenzialità della zona sono da ricercare nella capacità di aggregazione della popolazione (juntas de vecinos, gruppi di donne, gruppi di giovani) che favorisce il protagonismo attivo dei soggetti coinvolti nel progetto. Le famiglie sono molto legate alla terra, sono disponibili a realizzare lavori comunitari, a sfruttare le proprie risorse e sono interessate a conoscere alternative che possano migliorare le loro condizioni di vita. (...)


Piccolo estratto del progetto ACCRI "Mataquito: Riscattando il patrimonio campesino - Regione del Maule - Cile"


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